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News dal mondo

La NASA si unisce al Lunar XPRIZE

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È risaputo che la NASA non intende investire nel ritorno dell’uomo sulla luna, ma nonostante ciò e infischiandosene dell’orgoglio ha annunciato che intende imparare da chi invece sulla luna ci andrà e per farlo è disposta a pagare. I beneficiari potrebbero essere le compagnie private che partecipano alla competizione sponsorizzata da Google ovvero il Lunar X Prize. Questo concorso, lanciato nel 2007, mette in palio 20 milioni di dollari che andaranno al primo ente non governativo in grado di far atterrare un rover robotico sulla luna, a patto che ci riesca entro il 2012. La competizione è già molto accesa e ci sono 21 gruppi in gara. Chi vincerà, oltre al denaro di Google, riceverà anche quello della NASA.
L’agenzia spaziale americana, dal canto suo, è molto interessata alle nuove tecnologie di atterraggio automatizzato che in questo momento le agenzie private sono molto incentivante a sviluppare. E se il lavoro lo fanno gli altri la NASA è disposta giustamente a pagare per avere il privilegio di guardare e copiare.
Fonte Urania 

La conferma dell'acqua sulla Luna dai dati LCROSS

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(Per la versione in lingua originale clicca sulla bandiera inglese in alto a destra)
 
La teoria che la Luna sia una landa desola e arida fa acqua da tutte le parti.

I segreti che la Luna ha conservato, forse per miliardi di anni, vengono ora rivelati per la gioia di scienziati e appassionati dello spazio.

La NASA oggi apre un nuovo capitolo nella conoscenza della Luna. I dati preliminari del Lunar CRater Observation and Sensing Satellite, o LCROSS, indicano che la missione ha avuto successo rilevando molecole di acqua durante l'impatto del 9 ottobre 2009 nella regione permanentemente in ombra della cratere Cabeus, vicino al polo sud lunare.

Il cratere dovuto all'impatto dello stadio superiore del razzo Centaur ha creato due nubi polverizzando parte del materiale del fondo del cratere. La prima è stata un pennacchio di vapore e polveri sottili e la seconda, inferiore, di materiale più pesante. Materiale che non vedeva la luce del sole da miliardi di anni.
 
"Stiamo rivelando i misteri del nostro vicino più prossimo. La luna nasconde molti segreti, e LCROSS ha portato la nostra conoscenza a nuovi livelli" ha dichiarato ai giornalisti Michael Wargo, dirigente del team scientifico lunare della NASA a Washington.

Gli scienziati hanno a lungo speculato sulla fonte delle grandi quantità di idrogeno che sono state osservate ai poli lunari. I risultati della sonda LCROSS fanno nuova luce su questa questione acqua, che potrebbe essere più diffusa e in maggiore quantità rispetto a quanto si pensava in passato.

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Il NASA's Moon Mineralogy Mapper conferma la presenza di acqua sulla Luna

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PASADENA, California - gli scienziati della NASA hanno confermato la presenza di molecole d'acqua nelle regioni polari della luna. Strumenti a bordo di tre sonde spaziali distinte rivelano le molecole di acqua in quantità che sono superiori a quanto previsto, ma ancora relativamente piccole. E' stato inoltre trovato nel suolo lunare Ossidrile, una molecola formata da un atomo di ossigeno e un atomo di idrogeno. I risultati sono stati pubblicati nell'edizione di giovedi della rivista Science.

image of the Moon taken from the Moon Mineralogy Mapper
These images show a very young lunar crater on the side of the moon that faces away from Earth, as viewed by NASA's Moon Mineralogy Mapper on the Indian Space Research Organization's Chandrayaan-1 spacecraft. Credits: ISRO/NASA/JPL-Caltech/USGS/Brown Univ.
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Le misure sono state effettuate dal NASA's Moon Mineralogy Mapper, o M3. Lanciato nello spazio il 22 ottobre 2008, a bordo Chandrayaan la sonda della Indian Space Research Organization. I dati dal Visual Infrared Mapping Spectrometer o VIMS, sulla sonda spaziale Cassini, e l'High-Resolution Imaging Spectrometer infrarossi sulla sonda della NASA Epoxi hanno contribuito alla conferma. Gli spettrometri della sonda han permesso di mappare l'acqua lunare in modo più efficace che mai.

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LRO fotografa i siti di atterraggio Apollo

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NASA's Lunar Reconnaissance Orbiter, or LRO, has returned its first imagery of the Apollo moon landing sites. The pictures show the Apollo missions' lunar module descent stages sitting on the moon's surface, as long shadows from a low sun angle make the modules' locations evident.

The Lunar Reconnaissance Orbiter Camera, or LROC, was able to image five of the six Apollo sites, with the remaining Apollo 12 site expected to be photographed in the coming weeks.

The satellite reached lunar orbit June 23 and captured the Apollo sites between July 11 and 15. Though it had been expected that LRO would be able to resolve the remnants of the Apollo mission, these first images came before the spacecraft reached its final mapping orbit. Future LROC images from these sites will have two to three times greater resolution.

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Google Moon

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Sito Google Moon con la mappa della luna.